Bollo auto 2027: se vuoi davvero abolirlo, taglia gli sprechi. Non fare furbate elettorali
Il Governo annuncia: dal 2027 stop al bollo per 14,5 milioni di auto fino a 80 kW. Sembra una rivoluzione. In realtà è la più classica delle furbate pre-elettorali: togli una tassa visibile e la spalmi, su tutti gli italiani attraverso la fiscalità generale.
La truffa dei numeri
Il bollo auto non lo incassa lo Stato, lo incassano le Regioni. Vale 7-7,5 miliardi l’anno, il 6% del loro gettito. Il decreto prevede per il 2027 un rimborso di soli 2,293 miliardi per coprire l’esenzione parziale. Quando diventerà strutturale serviranno tutti i 7,5 miliardi. Ogni anno. E il Governo dice già che vuole renderla strutturale.
Da dove li prenderanno questi miliardi? Dalla fiscalità generale. Cioè IRPEF, IVA e accise. L’84% dell’IRPEF lo pagano due categorie: lavoratori dipendenti e pensionati. Quelli con la trattenuta alla fonte, quelli che non non evadono. Molti dei quali la macchina non ce l’hanno più.
Il ragionamento che il Governo non fa
1) Se riduci le accise, il carburante costa davvero meno per tutti. È un taglio reale.
2) Se togli il bollo e usi quei 200 euro per fare benzina, il cittadino risparmia e lo Stato non inventa nulla.
3) Se togli il bollo e rimborsi le Regioni con la fiscalità generale, non hai abolito nulla. Hai solo spostato il costo dal possessore dell’auto a tutta la collettività, compresi quelli senza auto.
Se vuoi abolirlo, devi tagliare gli sprechi
Se davvero si vuole abolire la tassa di proprietà sugli autoveicoli, il Governo deve fare una cosa sola: tagliare le spese improduttive.
Non servono giochini contabili. In Italia ci sono oltre 100 miliardi di spesa pubblica improduttiva certificata: consulenze, partecipate in perdita, bonus a pioggia, incentivi senza controlli, strati di burocrazia che non producono servizi. Taglia 7 miliardi lì, e poi abolisci il bollo. Così è credibile. Così è serio.
Invece cosa fanno? Lasciano intatta tutta la spesa improduttiva, lasciano intatte le accise più alte d’Europa (25 miliardi l’anno), e coprono il buco del bollo con l’IRPEF. È il contrario del risanamento: è la conservazione degli sprechi sulla pelle di chi paga le tasse.
C’è poi un danno istituzionale enorme. Il bollo era una delle poche tasse proprie delle Regioni, prevista dal federalismo fiscale. Sostituirlo con un trasferimento dallo Stato centrale significa rendere le Regioni dipendenti dal governo ogni anno in Legge di Bilancio. Oggi ti rimborsano, domani se mancano i soldi ti tagliano il trasferimento e tu non puoi fare nulla. È l’inizio del ricatto politico.
Abolire il bollo si può. Ma non con le furbate.
Vuoi abolirlo? Taglia gli sprechi, taglia le partecipate inutili, taglia i bonus elettorali. Non mettere le mani nelle buste paga dei dipendenti e dei pensionati per regalare 200 euro a chi ha il fuoristrada. Altrimenti non è un’abolizione. È solo l’ennesima presa in giro in vista delle elezioni.
